Roskomnadzor, l’ente della Federazione Russa che si occupa del controllo dei mass media e delle telecomunicazioni, ha annunciato di aver bloccato LinkedIn, il social network usato prevalentemente nel mondo del lavoro.

Il motivo? Stando a quanto spiega l’Authority russa, LinkedIn è colpevole di non aver rispettato la legge che impone il trasferimento e l’archiviazione dei dati degli utenti russi su un server collocato appunto nel territorio russo.

Russia oscura LinkedInLa decisione in questione aprirà quindi la strada all’oscuramento di altri Big del settore, piattaforme del calibro di Facebook e Twitter che esattamente come LinkedIn non si sono ancora adeguate a questa norma prevista dalla legge russa. «Il social LinkedIn è stato inserito nel registro dei violatori della legge sul trattamento dei dati personali», si legge nel comunicato dell’agenzia che ha diramato la notizia.

Per il momento però, lo stop non può ancora dirsi effettivo. Ma dati i presupposti e soprattutto la poca simpatia del Cremlino nei confronti di “alcuni” social network, c’è da pensare che la questione non finirà a favore di questi ultimi. Tuttavia lo stesso Cremlino non ritiene sia il caso di parlare di «censura», visto che se il social network dovesse adeguarsi alla normativa del Paese per lui ci sarà la possibilità di ritornare visibile esattamente come prima.

Alberto Mengora