Un mese fa era stato il Garante della Privacy a fare la voce grossa, mentre ora a prendere di petto la situazione è l’Antitrust. L’unione celebrata da WhatsApp e Facebook continua a finire nel mirino delle autorità, ed in particolare, a destare perplessità nell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è il passaggio di dati che c’è stato dalla prima alla seconda società.WhatsApp di nuovo nel mirino: Antitrust apre due indagini

Su questa scia, sono due i procedimenti istruttori che pesano sulla società di Mark Zuckerberg, il primo dei quali riguarda «presunte violazioni del Codice del Consumo». 

Il secondo procedimento, invece, mira ad accertare «se la compagnia americana abbia costretto gli utenti WhatsApp Messegner ad accettare in toto i Termini contrattuali, in particolare la condivisione dei loro dati personali con Facebook, facendo credere loro, con un messaggio visibile all’apertura dell’app, che sarebbe stato impossibile proseguire nell’uso dell’app medesima se avessero negato il consenso».

In parole povere, il sospetto dell’Antitrust è che il sistema messo su dal colosso californiano abbia di fatto costretto gli utenti ad accettare che i loro dati di WhatsApp venissero condivisi con Facebook. Si sarebbe trattato, insomma, di un sistema nell’ambito del quale gli utenti non avrebbero potuto esprimere chiaramente il diniego a questa combinazione di dati.

Antonio Osso